Psicologa Vegana

da | Nov 6, 2025 | Psicologia | 0 commenti

Perché dico a gran voce di essere una Psicologa Vegana?

Può sembrare una nota di colore, una semplice curiosità personale. Potrebbe sembrare un dettaglio ininfluente. Invece per me, scrivere anche Vegan nella mia Bio di Instagram  e sul sito non è né casuale né un vezzo identitario. È una scelta consapevole, coerente e, in molti casi, importante per chi si rivolge a me come Professionista.

Valori condivisi: un ponte, non una barriera

Nel mio lavoro quotidiano ho imparato che riconoscersi in valori comuni può creare uno spazio terapeutico più fluido e autentico. Non significa pensare allo stesso modo o vivere esperienze identiche, ma sapere che ci sono temi profondi che non vanno giustificati, difesi o spiegati da zero. 

Per una persona vegana, saperlo già, sapere che la professionista con cui sta parlando non interpreterà la sua scelta come un sintomo o una stranezza, può fare la differenza. Non serve partire in difesa. Non serve spiegare perché non mangia esseri viventi, perché si commuove di fronte a certe immagini, perché rifiuta certi linguaggi specisti o abitudini culturali fatte passare per tradizione. 

No, non riguarda la dieta, è molto di più

Nel mio lavoro ho incontrato persone con disturbi del comportamento alimentare. Ed è proprio per questo che voglio fare chiarezza: essere vegan non significa avere un DCA, né soffrire di ortoressia, né controllare ossessivamente il cibo.
La scelta vegana è, in moltissimi casi, una scelta di natura etica, profondamente radicata nel rispetto per anima-li, per l’ambiente, per la vita. Ridurla a un disturbo o addirittura ad una moda passeggerà è un fraintendimento che può ferir e compromettere il processo terapeutico.

La psicologia non è neutra 

Il nostro codice deontologico ci ricorda con fermezza che non dobbiamo imporre i nostri valori ai pazienti. E sono pienamente d’accordo.
Ma questo non significa che, come Psicologhe, non abbiamo dei valori.
Semplicemente, li portiamo con noi. Restiamo a fianco, lasciando che sia la persona a raccontarsi, a esplorare, a definire i propri.

Tuttavia, per chi ha vissuto esperienze di giudizio, esclusione o invisibilità, sapere che la persona che ha davanti comprende in profondità una parte tanto significativa della sua vita può rendere la relazione terapeutica più accessibile e il lavoro insieme più efficace.

Non solo per chi è vegan

Scrivere “Psicologa Vegana” non significa lavorare solo con persone vegane.
Significa solo dichiarare, con trasparenza, una parte del mio approccio alla vita. Rispetto, ascolto e accolgo chi arriva in consulenza, a prescindere dalle proprie scelte.
Chi condivide certi valori, potrà sentirsi maggiormente a proprio agio, potrà non dover spiegare cosa significhi essere vegan. A volte, risparmiare le spiegazioni può essere un sollievo, così come
sentirsi riconosciute, senza doversi giustificare, può essere un primo passo verso un lavoro psicologico autentico.

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